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MAX NEL PAESE DEI MOSTRI SELVAGGI UN PAESE DA MANGIARE

Un progetto realizzato nell’ambito di “Repertorio Corale” del Biennio Ordinamentale di Didattica della musica Professoressa Paola Salvezza.
Nell’ambito del corso di repertorio corale abbiamo preso spunto dal “Contrappunto bestiale alla mente” di Banchieri per costruire un’attività a distanza basata sul libro di M. Sendak “Nel paese dei mostri selvaggi”. Ci siamo interrogati chiedendoci come potessimo strutturare qualcosa di simile al “Contrappunto bestiale” senza però la possibilità di realizzarlo dal vivo. L’ideazione del progetto musicale ha preso spunto da un progetto didattico strutturato sul “Contrappunto bestiale alla mente”-Banchieri da un’allieva, nostra compagna del corso di didattica. La prima domanda che ci siamo posti è stata se mantenere i versi di animali veri come quelli scelti da Banchieri oppure inventare versi di animali fantastici, così abbiamo pensato di riferirci a Sendak e all’avventura di Max, il protagonista del libro, che nel corso del suo viaggio fantastico incontrerà tanti mostri selvaggi. Abbiamo proceduto registrando la lettura del testo di Sendak. Ognuno di noi ha registrato la lettura del testo integrale e abbiamo socializzato tra noi le registrazioni. Poi, ci siamo confrontati su quali voci utilizzare come narratore e per interpretare i personaggi (la mamma, Max). Accanto alla lettura del testo, abbiamo registrato anche alcuni suoni d’ambiente, con le voci, con gli strumenti musicali e con gli oggetti sonori che abbiamo estrapolato dal contesto, che potessero aiutarci a rendere l’effetto dei paesaggi sonori d’ambientazione della storia. Dopodichè è entrato in gioco l’aspetto compositivo: alcuni di noi si sono occupati di selezionare parti delle varie letture di ognuno dei narratori e di montarle in un discorso unitario che rispecchiasse il più possibile l’intenzione del testo scritto tenendo in conto l’intonazione e la descrizione delle varie situazioni. Utilizzando Audacity e sovrapponendo quindi varie voci o modificandole con effetti che spaziano tra i riverberi, i delay e il timestretch si arriva al momento centrale della “ridda selvaggia”. Per la realizzazione delle sezioni centrali, quando Max arriva nel Paese dei mostri selvaggi e quando si attacca la ridda selvaggia, abbiamo registrato delle tracce percussive, sia con gli strumenti musicali che con le voci. In particolare, ognuno di noi ha scelto una parola del testo, per esempio: “trucco”, “crebbe”, “ridda” ed intonato il ritmo della parte A del brano di Banchieri (in 3/4). Una volta registrate queste tracce musicali “vocali”, abbiamo montato insieme le parti ritmiche realizzate con gli strumenti musicali e quelle vocali in un crescendo di texture e di dinamica, in cui abbiamo realizzato un accumulo di voci e versi, anche non ritmici. Rispecchiando solo a livello macroformale la struttura originale del brano di Banchieri e richiamando quindi i due momenti principali della suddivisione formale, quello ritmico e quello del cantus firmus. A quel punto abbiamo attribuito ai mostri disegnati da Eufemia un verso. Ognuno di noi ha scelto un mostro e un verso ad esso associato, riprendendo o le cellule ritmiche presenti nella parte B del brano di Banchieri o inventando cellule ritmiche ad esse complementari. Abbiamo, poi, registrato i versi associati ai mostri e li abbiamo montati tramite Audacity in modo da creare una texture di intrecci sonori, come una danza tribale, fino alla saturazione della texture, interrotta da Max che dice: “Ora basta!”. Dopo questa sezione musicale il ritorno di Max alla sua stanza è segnato dallo stesso processo utilizzato inizialmente per descrivere il viaggio seguendo la narrazione del libro. Abbiamo deciso di associare alla lettura musicata una serie di disegni che sono stati animati con la tecnica dello stop motion. In particolare, la storia viene rappresentata nella bocca di Max, che potrebbe essere qualsiasi bambino o qualsiasi lupo, poiché il tema del “mangiare” ritorna in più aspetti nel corso della trama. Dopo la realizzazione delle scenografie di ogni ambientazione della trama, abbiamo costruito il video finale. Questo percorso si è trattato di un’esperienza creativa, di esplorazione del materiale sonoro inteso sia come voce, come strumento, come oggetto sonoro, arricchendo il concetto stesso di suono e il suo sconfinamento nel rumore. A livello didattico, si potrebbe utilizzare quanto realizzato o proporre un progetto del genere in classe partendo dalla lettura di un albo illustrato e discutendo costruttivamente sulle modalità con cui realizzarlo dal punto di vista musicale, artistico, coreografico. In presenza il video potrebbe anche essere sostituito da una rappresentazione teatrale, così che la traccia audio di sottofondo evochi il paesaggio sonoro e i bambini possano interpretare con il linguaggio gestuale-motorio lo sviluppo della trama testuale e sonora. Inoltre, si potrebbe elaborare un progetto interdisciplinare, a partire da questa esperienza, coinvolgendo anche gli ambiti di italiano (lettura e scrittura creativa), arte (rappresentazione grafico-pittorica dei mostri e delle scenografie), geografia (i paesaggi della storia di Max: foresta, mare, città).

Partecipanti:
Asia Salvioli Bonetti
Andrea Goldoni
Andrea Gasparini
Elena Vergnanini
Eufemia Manfredi
Giulia Muzzioli
Giuseppe Scarlata
Martina Bartolacelli
Matteo Ranellucci